Cosa dico?
Ciao a tutti coloro che incappano in questo blog. Mi chiamo.... anzi non mi chiamo Martina Brilli. In effetti tra i miei dati non c'e' niente di vero, neppure il sesso genetico. Mi definisco come una donna virtuale, un po' come Lara Croft, anche se fisicamente assomiglio piu' a Mario Bros. Martina in realta' e' un simpatico ometto che ha superato la soglia degli "anta" e che vive abbastanza felicemente con moglie e figlio. Quel "abbastanza" sta a significare una situazione di disagio che vivo quotidianamente e che per me e' diventata il grande sogno nel cassetto. Da quando ho memoria infatti, sono sempre stata attratta dalle donne, dai loro abiti, dai loro profumi e dal loro modo di essere. Questo pero' non fa di me un transessuale, e cioe' una persona che si sente nata nel corpo sbagliato. Io non rinnego la mia personalita' maschile, anzi. Mi piace vestirmi in maniera sportiva (odio giacche e cravatte) e non mescolo il maschile con il femminile. Vorrei parlare ancora di me, ma per il momento preferirei aggiungere solo il perche' di questo mio blog. Ho creato questo blog solo per poter buttare fuori un milione di pensieri che tengo chiusi dentro di me da decenni, perche' le persone a me vicine, non me lo permettono (almeno non del tutto). Non sono in cerca di sesso, incontri o altro. Tutto quello che posso sperare e' cercare di spiegare a chi vorra' leggere queste mie righe, cosa significa essere una persona come me e come altre migliaia sparsi in tutto il mondo. Tutto questo essendo cosciente di avere l'effetto un sassolino gettato nell'oceano. Ricordati comunque che la persona che hai accanto (amico, collega, partner) potrebbe tenere dentro di se un segreto simile al mio.....

 

 
Merry Cristmas Martina
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Cronaca di un travestimento
Sono Stanca
Essere diversi
Perche' lo fai...
Presentazione
 




lunedì, 09 giugno 2008, 11:50
Strano da dirsi ma ...meno male è Lunedì.
No, non sono rincoglionita più del solito. E’ solo che ho avuto una serie di giornatine che mi hanno debilitato fisicamente.
Cominciamo dal giovedì, con festa dello sport di mio figlio con annessa cena in pizzeria (17:30-22).
Il Venerdì invece, ho preso di ferie per organizzare la festa di compleanno di mio figlio, che tradotto in ore di impegno ha significato stare in piedi dalla mattina alle 7 fino alle 13:30, giusto il tempo di  mangiare un piatto di pasta ed una mela per poi ripartire e posare le stanche chiappe su una sedia intorno alle 18:30. Naturalmente il riposo è durato ben 3 minuti, dopodiché scattare a prendere la torta, fare le foto, versare lo spumante e cominciare a sbaraccare i tavoli, concludendo il tutto intorno alle 20:30, quando salendo le scale le gambe non rispondevano più ai comandi.
Sabato invece è stata appena più tranquilla, avendo “solo” da fare il pranzo della scuola che si è concluso intorno alle 19.
Ieri invece, altro “tour de force” con vari appuntamenti. In ordine temporale: Pranzo sul mare con fuga prima dell’acquazzone, compleanno di una amichetta, comunione di un compagno di classe, ritorno al compleanno per fine festa e supplica alle 21:30 a mia moglie di poter tornare a casa.
Lasciatemi quindi dire: “Meno male che oggi è Lunedì”.


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domenica, 23 marzo 2008, 22:15
7 e 20 sono due numeri che si sono ripetuti spesso nei primi quattro giorni di questa settimana.
Lunedì mattina ore 7 e 20. Parto da casa, destinazione lavoro convinta che questa settimana sarà molto tranquilla e soprattutto corta perché ho già segnato Venerdì di ferie. Niente lavori grossi in vista, ma solo documentazione e preparare una presentazione.
Appena arrivata al lavoro però iniziano le sorprese. Un messaggio alle ore 8 mi segnala un problema su di una macchina in Francia. Il problema sembra di facile risoluzione, in quanto già accaduto e senza particolari difficoltà. Già!!! Sembra facile, ma qualcuno vede bene di fare una operazione non richiesta e tutto si complica. Alle ore 16:30, in piena zona Cesarini, il problema sembra risolto grazie all’intervento di un semplice dito Francese che esegue il reboot di una  apparecchiatura.
Martedì mattina ore 7 e 20. Parto ancora da casa, destinazione lavoro ancora convinta che gli altri tre giorni non mi avrebbero rovinato il fine settimana, per il quale è programmato un torneo al quale parteciperà anche la squadra di mio figlio. Stesso messaggio delle ore 8, stesso posto, problema diverso ma derivato da quello del giorno prima. Quel dito aveva risolto momentaneamente il problema scatenandone un altro, dovuto soprattutto a delle dimenticanze di altri.
7 e 20 sono all’incirca i minuti e secondi con i quali ho mangiato a mensa.
E 7 e 20 della sera è l’ora in cui sono uscita dal lavoro, senza aver risolto il problema.
Mercoledì sono entrata al lavoro alle 7 e 20 , mangiando in circa 7 minuti e per arrivare a casa alle 7 e 20, avendo trovato uno workaround  (come si dice in gergo tecnico) per aggirare un problema ancora sconosciuto.
Giovedì infine sono entrata al lavoro alle 7 e 20 per poi arrivare a casa alle 7 e 20, avendo finalmente risolto il problema, anche se ancora ci sono ancora diversi dubbi che nemmeno il centro assistenza in Germania mi ha saputo sciogliere.
Durante queste allegre giornate, insieme a qualche decina di messaggi (rigorosamente in inglese) ci sono scappate anche 3 telefonate (1 con un Francese che non sa l’inglese e due con un tedesco) in cui ho sfoggiato un inglese quasi fluente (molto quasi), di cui la mia insegnante sarebbe fiera.
Penso che sia abbastanza chiaro lo stato comatoso con cui arrivavo la sera a casa, per cui accendere il computer era l’ultimo dei miei desideri.

Comunque risono qua, pronta a ricevervi, con un blog tutto lindo e pulito.
La famosa puliZIA di Pasqua.


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venerdì, 28 dicembre 2007, 13:56
Senza andare a cercare malefatte e schifezze varie fatte dai nostri politici o comunque da gente nota, voglio raccontarvi quanto perfida possa essere anche la gente comune, quella che si considera "normale".
Io lavoro in una ditta con molti dipendenti e, come è ovvio capire, spesso girano voci maligne su una o l'altra persona, specialmente sulle donne.
Lei va con quello, lei fa questo servizio, quella chiede i soldi...etc etc. Questa volta addirittura, hanno pubblicato un volantino in cui si accusava fra le tante, una collega (oltretutto in dolce attesa), di essere una puttana di primordine.
Sono io la prima a dover tacere sulla mia vita privata, ma conoscendola giurerei che non è vero nemmeno un briciolo di quello che c'è scritto.
Ditemi voi come questa disgraziata si possa sentire in questo momento, dato che la voce ormai, è arrivata anche a lei.

E poi mi dovrei vergognare io perchè mi vesto da donna??????


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domenica, 23 dicembre 2007, 17:17

Questa è una frase che pronunciava continuamente una bambolina malefica in un fumetto horror

Per me il Natale non è un periodo particolarmente felice e gioioso.

Credo che questo mio allontanamento dalla “foga Natalizia” sia dovuta al fatto che da piccola ho ricevuto dai miei genitori (ma sarebbe meglio dire mia madre) una quantità enorme di regali di cui ma me non interessava niente o pochissimo. Per lei era più importante che io avessi, quello che avevano gli altri ragazzi, affinché non rimanessi indietro, non al passo con loro.

Più volte ho rifiutato la Vespa perché a me non interessava, perché avevo già il motorino.

Beh….definirlo motorino è un complimento. Eco Galera nero. C’è qualcun altro fortunato possessore di questo bellissimo motorino? Credo si possano contare non più di cento/duecento esemplari venduti in tutta Italia.

Era un motorino basso, tozzo, con il serbatoio stretto dalla forma pentagonale. I miei amici continuano a prendermi in giro tanto era brutto. Naturalmente, questo appartiene alla categoria dei regali imposti da mia madre. All’epoca c’era il mitico “Ciaino” (Ciao Piaggio per i non toscani), che era (e secondo me lo è tuttora) il più comodo e simpatico motorino che abbiano mai calcato le strade italiane. Però mammina decise lei per me, facendomi questa bella sorpresa.

Un altro storico regalo per un mio compleanno (intorno ai 12-13 anni), fu una chitarra nuova di zecca. Mai avuto il desiderio di avere una chitarra in oltre 40 anni di vita e dubito che mi venga nella terza età. E’ stata regalata diversi anni dopo a qualche cugino, sempre nuova.

L’unico regalo che vorrei, naturalmente non l’avrò mai. Un giorno da Martina, 24 ore tutte per me e magari insieme ad altre donne, preferibilmente con mia moglie. Certo che con i bambini piccoli la situazione cambia. C’è da fare l’albero, da cercare i regali, da nasconderli perché non possano vederli. Almeno fino a quando credono a Babbo Natale.

Inoltre del Natale non sopporto il doversi fare i regali per forza e soprattutto farsi gli auguri anche quando non sono sentiti. Domani mattina ci sarà il giro di colleghi che verranno belli sorridenti, con la manina tesa e quella odiosa frase “Tanti auguri a te ed alla tua famiglia”. Odiosa ovviamente perché detta con falsità, giusto perché il periodo lo richiede. Magari il 27 ti daranno un’altra bella pugnalata alle spalle o ti parleranno male dietro. “E che cazzo me le dai a fare gli auguri? Stronzo”.

Ehmmm. Scusate lo sfogo .

Quindi non ve la prendete se Zia Martina non vi farà gli auguri e tuttalpiù risponderà ai vostri con un “Grazie altrettanto”. Non è ignoranza, cattiveria, o menefreghismo, ma semplice e sincera mancanza di … falsità.



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venerdì, 21 dicembre 2007, 10:06
Ieri convocazione per la presentazione di un nuovo programma gestionale.
Arrivo in ritardo (come ogni donna che si rispetti) perchè ero a fare un altro lavoro, ben lontana dal mio ufficio.
Breve giro di presentazioni, bigliettini, convenevoli e caffè, poi si passa alla mattonata vera e propria.
Un monitor LCD 20 pollici visualizza una serie infinita di slide, dove si dovrebbe capire chi/cosa/quando usare questo benedetto programma.
Vedo con la coda dell'occhio che uno dei vendors ogni tanto fa il giro dei volti per captare se sei interessato o meno all'argomento, ma a questo punto parte il mio di programma (Stealth).
La maschera plastica sul mio volto, elaborata in anni ed anni di riunioni, meeting, incontri, fatti in lingue straniere che non conosco o che se conosco non capisco ugualmente, elude ogni controllo visivo. Dovrebbero sottopormi alla macchina della verità per capire che a me in quel momento non me ne può fregare di meno.
I lineamenti del viso cambiano in base ad un timer interno il cui valore viene impostato di volta in volta in maniera casuale, un po' come fanno i personaggi del presepe. Anche la posizione del corpo si adegua, avvicinandosi ed allontanandosi dal monitor a mostrare interesse.
Un tizio barbetta ed occhialini fighetti, sta vomitando parole di elogio sul programma e muove nervosamente le mani accarezzandosi il naso e tirando il bordo della giacca.
Le slide scorrono lentamente, i miei occhi leggono molte scritte ed osservano i bei disegni, ma la piccola parte del cervello interessata traduce il tutto in una voce metallica che ripete "importa 'sega....importa ‘sega….".
La parte attiva invece sta cercando in multitasking di creare un nuovo post, di rispondere a chi ha scritto l’ultimo commento, di pensare a chi e cosa scrivere in un prossimo messaggio privato, a come poter modificare il template del blog, a cosa.....
Un altro tipo buffo, prende la parola per spiegare come poter integrare lo stesso programma con altre fonti esterne, database posti su altri server, sistemi sviluppati da terzi. Annuisco e sorrido in maniera prettamente maschile, poi mi richiudo in me stessa.
Ore 12 - L'orologio interno mi dice che si è attivato l'allarme basso livello zuccheri e che lo stomaco mi manda, non via email ma via crampi, la comunicazione di fine scorte. Mi alzo e con aria soddisfatta ringrazio tutti per la bella presentazione, lasciando i miei colleghi a finire la triste farsa.

Buon Appetito.


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