Cosa dico?
Ciao a tutti coloro che incappano in questo blog. Mi chiamo.... anzi non mi chiamo Martina Brilli. In effetti tra i miei dati non c'e' niente di vero, neppure il sesso genetico. Mi definisco come una donna virtuale, un po' come Lara Croft, anche se fisicamente assomiglio piu' a Mario Bros. Martina in realta' e' un simpatico ometto che ha superato la soglia degli "anta" e che vive abbastanza felicemente con moglie e figlio. Quel "abbastanza" sta a significare una situazione di disagio che vivo quotidianamente e che per me e' diventata il grande sogno nel cassetto. Da quando ho memoria infatti, sono sempre stata attratta dalle donne, dai loro abiti, dai loro profumi e dal loro modo di essere. Questo pero' non fa di me un transessuale, e cioe' una persona che si sente nata nel corpo sbagliato. Io non rinnego la mia personalita' maschile, anzi. Mi piace vestirmi in maniera sportiva (odio giacche e cravatte) e non mescolo il maschile con il femminile. Vorrei parlare ancora di me, ma per il momento preferirei aggiungere solo il perche' di questo mio blog. Ho creato questo blog solo per poter buttare fuori un milione di pensieri che tengo chiusi dentro di me da decenni, perche' le persone a me vicine, non me lo permettono (almeno non del tutto). Non sono in cerca di sesso, incontri o altro. Tutto quello che posso sperare e' cercare di spiegare a chi vorra' leggere queste mie righe, cosa significa essere una persona come me e come altre migliaia sparsi in tutto il mondo. Tutto questo essendo cosciente di avere l'effetto un sassolino gettato nell'oceano. Ricordati comunque che la persona che hai accanto (amico, collega, partner) potrebbe tenere dentro di se un segreto simile al mio.....

 

 
Merry Cristmas Martina
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lunedì, 18 febbraio 2008, 21:24
Jo Condor 2

Nota storica per le giovani nipotine. Tanto tanto tempo fa, quando tutte le zie d’Italia erano bambine ed alla TV non c’erano i canali Berlusconiani ma solo il primo (ora RAI Uno), la sera dopo il telegiornale c’era il Carosello. Per molti di noi voleva dire l’avvicinarsi della nanna, ma era qualcosa che aspettavamo con trepidazione. Era l’ora delle pubblicità, tutte insieme una di fila all'altra e che a quel tempo erano dei piccoli sceneggiati. Naturalmente ai più piccoli piacevano i cartoni o le animazioni. Fra quelle che più mi sono rimaste nel cuore c’era Carmencita (ultimamente riproposta dalla Lavazza), il merendero (Biscotti Talmone) ed il Gigante Amico della Ferrero. In quest’ultimo c’era ogni volta una cosa che veniva celebrata con una canzoncina dalla gente del paese felice. Ed ogni volta arrivava lo stormo dei condor capitanato da Jo Condor che si lanciava a distruggere la bella cosa pronunciando la frase “E che c’ho scritto Jo Condor?” a mo’ di “E che sono fesso io?”. In effetti lui “Jo Condor” l’aveva davvero scritto sul berretto in stile Nazi ed il povero fessacchiotto ogni volta subiva la punizione che gli infliggeva il Gigante Amico, sostituendolo alla funzione della cosa che aveva distrutto. Chiusa la parentesi sul dove ho pescato il titolo, andiamo a spiegare (siori e siore) cosa vorrei dirvi.
Il fatto è che nemmeno io ho scritto Jo Condor sulla fronte. Quindi, per favore, non ditemi che sono bella, perché non lo sono, ne lo sarò mai. Il cervello mi funziona male ma ho degli occhi da 12/10 malgrado l’età. Come diceva un mio collega “Non ho gli specchi di mogano in casa”, nel senso che riesco ad essere obiettiva con me stessa, anche se guardandomi a volte vedo cose che non esistono. Ditemi pure che gradite come sono vestita, proponetemi delle alternative oppure fatemi delle sincere critiche, ma evitate la parola “bella”. Ve ne sarò grata.
Già che ci sono volevo dire anche un’altra cosa. Non vorrei che il mio pubblicare foto sia una mania da esibizionismo. In realtà a me costa molto perché potrei essere riconosciuta da qualcuno che mi conosce. Con certe persona non avrei problemi, ma con altre (specialmente in ambiente di lavoro) potrebbe voler dire non fare più vita. Io le pubblico solo perchè io ne sono molto fiera ed anche se si vede benissimo che non sono una donna per me è sempre una vittoria. Ed io vorrei condividere la mia felicità con chi mi ha dato la forza di passare dei momenti tristi e che ogni giorno mi fa sentire quella donna che non sono. In altre parole…voi.



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mercoledì, 05 dicembre 2007, 21:54

"does whatever a spider can" recita la canzone ripresa ultimamente da Michael Bublè e che un tempo era la sigla dell'omonimo cartone animato.
Erano i tempi di Gulp, Fumetti in TV, inizio anni 80. Qualche anno prima una certa persona aveva comperato per caso al sua prima copia de L'UOMO RAGNO (The Amazing Spiderman l'originale) e ne era rimasta entusiasta.
Era il numero 128 se non erro, nel quale il ragnetto lottava assieme ad Iron Man ed agli inumani. Fu come un colpo di fulmine. Cominciai ad aspettare con ansia i 14 giorni che dividevano un numero dall'altro.
Mia madre addirittura mi fece fare da una collega una maglietta ricamata. Ne ero fierissima. Nessuno al tempo poteva avere una maglia con lui sopra.
Poi ho cominciato ad acquistare i vecchi numeri fino a trovare il mitico N°1. Ora in uno scaffale a casa dei miei genitori ci sono la bellezza di oltre 200 numeri. Non è una serie completa perchè qualche numero non sono riuscito a trovarlo (al tempo non c'erano PC, figuriamoci internet e tanto meno e-bay), ma ci sono degli extra fuori serie.
Quando è uscito il primo film di Spiderman della nuova serie, non sono andato a vederlo perchè pensavo che fosse la solita boiata di voler trasferire un fumetto sullo schermo.
Ho detto nuova serie perchè pochissimi sanno che a metà anni 80 sono usciti ben 2 film dedicati a testa di ragnatela. Non so se in Italia siano mai usciti, sicuramente non nella mia città. In quegli extra che ho menzionato prima ci sono alcune foto dei film.
Questo DVD mi ha dato una impressione alterna. La prima parte è abbastanza fedele al fumetto, eccetto per il fatto che le ragnatele nel fumetto escono (nel modo più sensato) da un congegno meccanico studiato dal bravo studente, mentre nella seconda parte la fantasia degli autori ha impostato questo amore viscerale tra Peter e Mary Jane.
La ragazza della porta accanto, come viene raffigurata li, era in realtà la nipote della migliore amica di zia May. I due si incontrano dopo che le zie avevano combinato un incontro.
Ma l'amore no, o almeno non subito. La seconda parte di veritiero ha solo la morte di Goblin. Il folletto in effetti muore più o meno in quel modo, trafitto dal suo stesso aliante.
Goblin muore dopo che aveva ucciso Gwen, la vera fidanzata di Peter Parker e che nel terzo episodio appare come la biondona con cui il nero Spiderman si lancia in una danza vomitevole.
Se avesse durato 5 secondi di più mi sarei alzata e me ne sarei venuta via dal cinema. E si, il cinema, perchè nel frattempo mio figlio era cresciuto e quindi mi chiedeva di andare a vedere questo supereroe che la martellante televisione proponeva in tutte le salse ogni 10 minuti.
Del secondo episodio posso dire che di corrispondenza con il fumetto c'erano solo i nomi dei personaggi ed il fatto che Octopus avesse le 4 braccia meccaniche. Per quanto ne so io, Doc Oc è vissuto oltre l'ultimo numero che io ho comperato ed ha addirittura sposato (udite udite) zia may (oooohh).
Il terzo episodio per me è stata una grandissima delusione. Effetti speciali intervallati da lunghi monologhi fatti da attori miseramente scadenti. "Che du' palle" direbbero a Roma ed io da brava signora vorrei associarmi, ma non posso.
Venom , apparso nel fumetto sicuramente dopo il numero 220, era per me un personaggio quasi sconosciuto. Lo avevo visto tra i regali ricevuti da mio figlio. Sinceramente di lui so' solo quello che si capisce dal film.
E l'uomo sabbia, che nel fumetto appare addirittura nel numero 4, non ricordo fosse poi un buon padre di famiglia. Di vero c'è solo l'allucinante maglia a righe verde e marrone scuro.
Infine Harry, il migliore amico di Peter nonchè figlio di Norman. Effettivamente c'è la trasformazione in Goblin più volte, ma sia il costume che l'aliante sono gli stessi usati dal padre
Comunque sia, sono ancora molto affezionata a questo personaggio che per la prima volta metteva un supereroe di fronte ai problemi comuni di un giovane ragazzo. Amore, lavoro, soldi, amici.
Penso che questa sia la formula vincente che ha reso Spidey, il personaggio più amato da generazioni di ragazzi (più o meno).

Bene, era tanto che ne volevo parlare con qualcuno ma a nessuno interessava e quindi dato che diversa gente sta passando da queste pagine ultimamente, ho pensato di alternare storie e lagne con qualcosa di "culturale" (ammesso che questo si possa definire cultura generale).

Se fate i bravi, Venerdì vi do in pasto una piccola e nuova storiella di Martina dato che il finale dell'altra epopea ancora naviga in alto mare.




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