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Cosa dico?
 
 
Merry Cristmas Martina
Scritti col cuore
 
 
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sabato, 21 giugno 2008, 23:03
Eccola quà. Finalmente i nostri reporter son riusciti a coglierla in fragrante.
E' lei, la nuova presenza inquietante che da qualche tempo circola in casa Brilli e che sembra aver soppresso la povera, cara e vecchia zia.
Le assomiglia vagamente nel volto, ma l'aspetto non è certo incoraggiante. Chi sarà questa "rossa" dallo sguardo truce, quanto si tratterrà in casa Brilli, ma soprattutto cosa ne ha fatto dell'altra?
Abbiamo il triste presagio che la losca figura da qui in avanti sarà spesso presente sulle nostre pagine!
Però!! Dopo tutto non è proprio proprio malaccio! Sarà la sorella minore o forse la figlia. Magari è vostra...cugina??
Dite la vostra.
Quanto vi piace la rossa (da 1 a 10)?
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giovedì, 19 giugno 2008, 12:01
Ho sempre dedicato attenzione ai titoli dei miei post, magari cercando una battuta, un controsenso, giusto per introdurre l’argomento. Non ricordo di aver mai messo il primo titolo che mi veniva in mente.
Questa volta però, il titolo mi è venuto spontaneo perché è quello che ho in testa da diversi giorni.
Sono davvero triste perché sono contenta e non è un controsenso.
In effetti, sono contenta, molto contenta. Contenta che “La Marti” abbia finalmente trovato una nuova dimensione, che la dieta le abbia aperto nuove porte, compresa quella dell’armadio di mia moglie dato che ora posso attingere anche da li), che un nuovo look totale le dia ancora più forza, più convinzione di se stessa, forse troppa. Alcune prove tecniche hanno dato dei risultati al di sopra delle aspettative ed ora aspetto il fine settimana per mettere il tutto in pratica (e magari anche sul blog).
In contrapposizione a questo, sono terribilmente triste. Sono tre notti che dormo poco e male. L’umore è poco sotto il livello del mare. Perché? Semplice: non posso dirlo a nessuno di essere felice, di quello che ho visto nello specchio, di tutti i miei progetti per i prossimi acquisti. A nessuno!!!! Tantomeno a mia moglie.
Teoricamente poteri dirglielo, ma so che le farei del male. E dato che l’argomento non è molto gradito, sicuramente il tutto finirebbe in una litigata.
Quindi tengo tutto dentro, con lo stomaco che si attorciglia su se stesso e la testa che pensa a tutto meno a quello che devo fare, specialmente sul lavoro.
Vorrei urlare al mondo: “Ehiii!!! Sono qui!!! Guardatemi” ed invece devo stare zitta. L’unica cosa che posso fare…è piangere di nascosto.
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venerdì, 30 maggio 2008, 07:22
 Il vero titolo doveva essere "Lottare con le unghie per le unghie" ma era troppo lungo, ma avrebbe reso bene l'idea di quello che voglio dire.
La nostra benemata società ci dice che non sta bene che un ometto possa andare in giro con le unghie di almeno messo centimetro, ben curate e magari con una bella passata di smalto con i brillantini.
Quindi, l'ometto in questione deve accontentarsi (magra consolazione) di farle allungare a singhiozzi, dopodichè passa l'ispezione e comanda il taglio.
La foto è di un mesetto fa e l'ho fatta per documentare (e per ricordarmi) la massima lunghezza che ho raggiunto in vita mia. Il giorno dopo le ho tagliate vista l'insistenza di mia moglie ed ho limitato la crescita a due/tre millimietri, tagliandole più frequentemente.
E' anche vero che non ho mai sopportato le unghie lunghe vista la mia pelle facilmente irritabile, però ultimamente sono riuscita a resistere senza troppi problemi.
Questa forse è la lotta "più persa" in partenza delle altre. L'anno scorso, ho avuto occasione di stare sola qualche giorno e quindi ho messo lo smalto sia alle mani che ai piedi.
Non posso spiegare la sensazione che ho avuto la mattina quando svegliandomi ho visto con occhi diversi le mie mani, meno rudi e più gentili.
E voi che lunghezza di unghie avete?
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martedì, 20 maggio 2008, 07:19
Ieri pomeriggio, approfittando della casa libera per un paio di ore, il rumore di tacchi è riecheggiato tra le mura di casa Brilli.
Certo non è stato niente di particolare. Niente trucco, niente parrucca, niente "addobbi". Solo e soltanto voglia di sensazioni.
Sabato ho comperato una maglietta nuova e così ho colto l'occasione per provarla, ma soprattutto per provare eventuali abbinamenti.
Parte degli"scarti" dovuti all'ultimo cambio di armadio di mia moglie, sono diventati parte integrante del mio di armadi...o per meglio dire delle mia scatole.
Fra questi c'è un paio di jeans scuri con delle decorazioni che ha me è sempre piaciuto.
Grazie alla dieta (che attualmente sta un po' traballando) è stato possibile infilare il mio corpicino da elefante in una taglia impossibile per me fino a pochi mesi fa.
Ma ieri ho voluto "osare". Sotto la maglia ho rinforzato il volume del seno e poi ho "carpito" dall'armadio di mia moglie una gonna corta in jeans.
Ho sempre evitato il corto perchè i miei polpacci fanno pena, ma ieri ho superato il problema mascherandoli con gli stivali e delle calze chiare con decorazioni ondulate.
Sinceramente sono rimasta stupita dell'effetto ottenuto. Forse sono di parte, ma credo proprio che, dalla testa in giù, non sfigurerei accanto a tante mie amiche.
Per quanto riguarda la sorpresa...dovrete attendere ancora un po'.
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lunedì, 05 maggio 2008, 10:35
Direi che ognuno dei vostri commenti ha centrato le mie problematiche e quindi ho deciso di fare un nuovo post invece di aggiungere un commento chiarificatore che sarebbe rimasto nascosto.
Prima di tutto direi che il maggior problema di me stessa è….me stessa. Sono io la prima a fermare voglie e desideri perché alla fine io mi vergongo di me, o meglio io non sono per niente convinta di fare la cosa più giusta per me. D’altronde, chi è che ci può dire cosa è giusto o cosa è sbagliato? Nessuno, aggiungo io. Quindi ci affidiamo alla massa, seguendo usi e costumi del mondo che ci circonda e sentendosi in colpa quando il piede va fuori della linea prestabilita. D’altro canto, giorno dopo giorno scopro ricordi e motivazioni che mi confermano i pensieri e mi danno una carica per continuare a stare almeno a fianco di questa linea, senza calpestarla, ma nemmeno abbandonarla del tutto.
Sono sempre più convinta di essere qualcosa di diverso rispetto alla massa, ma non sono sicura se essere alla sinistra o alla destra della linea.
Purtroppo, o meglio per fortuna, le mie scelte sono condizionate dagli affetti. Una decisione radicale vorrebbe dire allontanarsi dalla famiglia e per me in questo momento vale il detto “il gioco non vale la candela”. “Cambiare vita” per me non vuol dire “stare meglio”. Starei senz’altro male, forse peggio di come sto ora.
C’è inoltre una paura vera a propria di cosa potrei fare o diventare. A volte mi spavento di me stessa se mi accorgo di sentirmi “troppo” donna. Ci sono dei momenti in cui il “pelato ciccione” sparisce del tutto e Martina VIVE. Questi momenti cominciano ad essere sempre più frequenti e durano pochissimi secondi perché subito sono assalita dal terrore di arrivare al “punto di non ritorno”, come la molla che viene estesa fino a perdere di elasticità.
“Mai dire mai” è una verità. Io dico “mai” solo per scaramanzia. In realtà il mio è uno “speriamo”. Parto sempre dalla condizione peggiore, in modo da apprezzare ogni piccolo miglioramento. La speranza è l’ultima a morire ed in cuor mio spero sempre che mia moglie accetti, o meglio capisca, tutto quello che sento e provo.
Per quanto riguarda il sorriso, vorrei farvi notare che un sorriso femminile è ben diverso da quello maschile, ed un sorriso maschile su un viso che vagamente (ma molto, molto vagamente) ricorda una donna peggiorerebbe una situazione già critica. Sappiate comunque che in quei momenti ero felicissima.
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