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Cosa dico?
 
 
Merry Cristmas Martina
Scritti col cuore
 
 
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giovedì, 19 giugno 2008, 12:01
Ho sempre dedicato attenzione ai titoli dei miei post, magari cercando una battuta, un controsenso, giusto per introdurre l’argomento. Non ricordo di aver mai messo il primo titolo che mi veniva in mente.
Questa volta però, il titolo mi è venuto spontaneo perché è quello che ho in testa da diversi giorni.
Sono davvero triste perché sono contenta e non è un controsenso.
In effetti, sono contenta, molto contenta. Contenta che “La Marti” abbia finalmente trovato una nuova dimensione, che la dieta le abbia aperto nuove porte, compresa quella dell’armadio di mia moglie dato che ora posso attingere anche da li), che un nuovo look totale le dia ancora più forza, più convinzione di se stessa, forse troppa. Alcune prove tecniche hanno dato dei risultati al di sopra delle aspettative ed ora aspetto il fine settimana per mettere il tutto in pratica (e magari anche sul blog).
In contrapposizione a questo, sono terribilmente triste. Sono tre notti che dormo poco e male. L’umore è poco sotto il livello del mare. Perché? Semplice: non posso dirlo a nessuno di essere felice, di quello che ho visto nello specchio, di tutti i miei progetti per i prossimi acquisti. A nessuno!!!! Tantomeno a mia moglie.
Teoricamente poteri dirglielo, ma so che le farei del male. E dato che l’argomento non è molto gradito, sicuramente il tutto finirebbe in una litigata.
Quindi tengo tutto dentro, con lo stomaco che si attorciglia su se stesso e la testa che pensa a tutto meno a quello che devo fare, specialmente sul lavoro.
Vorrei urlare al mondo: “Ehiii!!! Sono qui!!! Guardatemi” ed invece devo stare zitta. L’unica cosa che posso fare…è piangere di nascosto.
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domenica, 13 aprile 2008, 22:23
Finora ho sempre pubblicato dei post abbastanza corposi che mi richiedevano parecchio tempo di preparazione. Da oggi vorrei invece postare anche semplici espressioni o situazioni giornaliere, in modo da mantenere il blog attivo e contemporaneamente lavorare a qualcosa di più impegnativo.
L'altro giorno ero in centro con mia moglie. Si avvicina la comunione di nostro figlio e quindi c'e la corsa al vestito. Tralascio momentaneamente le mie idee e le mie scelte.
Le mi faceva vedere dei pantaloni larghissimi, che anche a me piacevano. Poi però ha cambiato idea perchè quel tipo di pantaloni non andava d'accordo con i tacchi alti. Io le ho fatto notare che fino a pochi anni fa, lei non sopportava i tacchi alti, specialmente a spillo e che forse non sarebbe stata capace di caminarci bene.
Lei fieramente mi ha detto: "Te non lo so, ma io ci so caminare benissimo sui tacchi". Io le ho risposto con un: "Su questo avrei dei dubbi". Allorchè con ghigno malefico mi ha detto: "Magari sculetti anche".
Io ho sorriso senza darle soddisfazione.
PS: Certo che sculetto.
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mercoledì, 13 febbraio 2008, 08:09
Vedo già un orda di nipotine che si sfregano le mani alla sola lettura del titolo di questo post, con l'ingordigia di poter incrementare il loro armadio a spese della povera zia.
Però "ciccia" belle mie, perchè parliamo di me e delle mie due mattine passate a fare shopping.
La scorsa settimana, mi sono riservata queste due mezza giornate con l'intenzione di rinnovare un po' il mio vetusto armadio "da zia" come direbbe qualcuna.
Quindi armata di buona volontà mi sono buttata in una caccia al tesoro o forse sarebbe meglio dire una ricerca stile cane da tartufo.
Specialmente sui banchi dei mercati all'aperto, è stato tutto un "rufolare" tra mucchi di maglie, alla ricerca di qualcosa che poi alla fine non sapevo nemmeno io.
Certo, è una cosa che ho fatto tante volte, quasi normale routine, ma in realtà c'era una grossa differenza: Non ero sola!!!!
Eh già. Ero in compagnia della mia dolce metà che mi ha accompagnato e, pensate un po', mi ha anche aiutata nella vana ricerca.
Vana perchè entrambe avevamo poche idee...ma confuse. Io non ho ancora chiaro che tipo di look mi si addice di più, mentre lei ... uguale.
In effetti io avrei visto diverse cosette molto carine e molto giovanili, ma il problema era proprio la loro seconda caratteristica. Il termine "Giovanile" difatti non accozza molto con la taglia L o XL.
Mia moglie invece, mi proponeva delle cose più da bisnonna che da zia. Alla fine mi sono accontentata di comperare una cipria nuova ed una matita rossa per le labbra, il tutto per la esorbitante cifra di 1,98€.
Rientrate a casa, mia moglie si è provata la matita sulle labbra per dimostrarmi che a lei non sta bene, ed io le ho lasciato fare e dire...
"Speriamo che duri" come mi ha detto lei. Però è stato bello almeno per una volta fare le amiche.
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lunedì, 04 febbraio 2008, 07:11

Come vedete, questo fine settimana mi sono presa un piccolo break.
Ci siamo fatti 3 giorni di neve e mangiate. Venerdì c'era poca neve e molto vento, poi in serata ha cominciato a nevicare ed ha continuato per tutto il Sabato. Ieri mattina è stata discreta fino alle 11, poi ha ricominciato a nevicare, tant'è che ho dovuto montare le catene per venire via.
Dato che nostro figlio si è unito agli altri bambini a fare fondo, io e mia moglie ne abbiamo approfittato per fare una bella camminata in mezzo al bosco. Era tanto che volevamo farla ma non ce ne era mai stata occasione.
Oltre a godersi il silenzio e lo spettacolo dei rami pieni di neve, ne ho approfittato per riparlare di Martina dopo una settimana di silenzio. Come sempre ci sono stati dei discorsi stupidi che mi hanno alterato ma complessivamente mi posso ritenere soddisfatta. La settimana scorsa mi aveva più volte detto la frase:"Tanto se ti do un dito tu poi mi chiederai il braccio" ed io ne ho approfittato per riprendere il discorso. Le ho detto che prima o poi il braccio glielo chiederò ma che ora io ho bisogno che mi dia almeno fino al gomito. Traducendo i termini puramente anatomici in cose sensate, "il braccio" corrisponde alla possibilità di uscire vestita, sicuramente non nella mia città, mentre "il gomito" corrisponde ad un suo maggiore supporto per gli acquisti, ma non perchè io mi vergogni ad andarci da sola, ma perchè lei ha più possibilità di poter andare ai mercati settimanali dove c'è un ampia scelta di vestiti a prezzi bassissimi.
Forse in settimana .... suspance!!!
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giovedì, 24 gennaio 2008, 13:17
Dopo alcuni mesi, un timido sole si è affacciato in casa Brilli e la povera Martina, approfittando di un paio di ore con casa libera, ha veduto bene di fare il cambio degli armadi oltretutto con la "benedizione" di sua signoria.
So bene che non è la stagione giusta per farlo, mica vivo in Sudamerica. Il cambio di armadio sta a significare il trasloco di vestiti ed accessori vari da una scatola posta in un ripostiglio alla scatola che tengo sopra l'armadio di camera.
La suddetta scatola doveva contenere la roba di Natale e quindi i primi di Dicembre sono stata costretta a "migrare".
Naturalmente non ho perso l'occasione di starmene un po' nei "miei panni", giusto per il gusto di averli indosso. Il tempo a disposizione era molto limitato e quindi di trucco non se ne parlava proprio.
Il tutto è passato senza grossi problemi e nel pomeriggio ho chiesto a mia moglie se potevo farle vedere l'ultima gonna che ho comperato per avere un consiglio da lei su che tipo di maglia dovevo abbinarci.
Ovviamente la sua opinione non coincide con la mia, ma questa volta mi trovo costretta a darle ragione.
Il giorno dopo è capitata un seconda occasione, anche se di tempo ancora inferiore. "Tutto fa" recita un saggio detto popolare, e quindi appena mia moglie è uscita ho tirato giù lo scatolone dall'armadio ed ho sistemato il letto ed ho cominciato a prepararmi.
Non mi ero ancora messa la maglia, quando sento un fischio familiare venire da fuori. "Curioso" dico tra me e me "Sembra mia moglie quando chiama il gatto". Povera scema (io, no mia moglie). Dopo 10 secondi il campanello di casa suona (Glom).
In punta di piedi mi avvicino alla porta e guardo dall'occhiolino ed indovina un po' chi c'era fuori? Proprio lei. "Aspetta un minuto" faccio io, mentre corro in camera a spogliarmi. Dapprima butto la roba sotto il letto, poi ci ripenso e la lascio fuori.
Mi infilo la tuta con cui sto normalmente in casa e vado ad aprire. Lei è seduta sui gradini delle scale. Appena entra io le dico "Non entrare in camera" e lei mi fa "OK. Non ho pensato a chiamarti. Non credevo che tu oggi...".
In effetti, non le avevo detto niente, non perchè non volevo, ma semplicemente perchè davo per scontato che se lo immaginasse. "Non ci sono problemi" rispondo io "Non ti preoccupare. Va bene così".
Rientro in camera e finisco il triste lavoro di inscatolatura.
Tutto qua. Niente liti, niente battute stupide, niente che mi abbia fatto venire l’ulcera. Che siamo davvero arrivate alla pace di casa?
Mi sembra quasi vero...
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