Cosa dico?
Ciao a tutti coloro che incappano in questo blog. Mi chiamo.... anzi non mi chiamo Martina Brilli. In effetti tra i miei dati non c'e' niente di vero, neppure il sesso genetico. Mi definisco come una donna virtuale, un po' come Lara Croft, anche se fisicamente assomiglio piu' a Mario Bros. Martina in realta' e' un simpatico ometto che ha superato la soglia degli "anta" e che vive abbastanza felicemente con moglie e figlio. Quel "abbastanza" sta a significare una situazione di disagio che vivo quotidianamente e che per me e' diventata il grande sogno nel cassetto. Da quando ho memoria infatti, sono sempre stata attratta dalle donne, dai loro abiti, dai loro profumi e dal loro modo di essere. Questo pero' non fa di me un transessuale, e cioe' una persona che si sente nata nel corpo sbagliato. Io non rinnego la mia personalita' maschile, anzi. Mi piace vestirmi in maniera sportiva (odio giacche e cravatte) e non mescolo il maschile con il femminile. Vorrei parlare ancora di me, ma per il momento preferirei aggiungere solo il perche' di questo mio blog. Ho creato questo blog solo per poter buttare fuori un milione di pensieri che tengo chiusi dentro di me da decenni, perche' le persone a me vicine, non me lo permettono (almeno non del tutto). Non sono in cerca di sesso, incontri o altro. Tutto quello che posso sperare e' cercare di spiegare a chi vorra' leggere queste mie righe, cosa significa essere una persona come me e come altre migliaia sparsi in tutto il mondo. Tutto questo essendo cosciente di avere l'effetto un sassolino gettato nell'oceano. Ricordati comunque che la persona che hai accanto (amico, collega, partner) potrebbe tenere dentro di se un segreto simile al mio.....

 

 
Merry Cristmas Martina
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domenica, 20 aprile 2008, 21:32
Stamani, dopo due mesi, sono andata alla messa, approfittando del fatto che oggi mio figlio faceva il chierichetto per la prima volta. Non è un peso per me entrare in chiesa, ma ho avuto tanti problemi con il vecchio parroco. Il nuovo parroco invece, oltre ad essere giovane, sembra anche simpatico e spesso mi “offre” la mano per coinvolgermi in alcune attività legate ai bambini. Sicuramente l’atmosfera in questo momento è molto meno tesa rispetto a qualche anno fa.
Durante la messa, il sacerdote ha chiesto a tutti noi di redimerci dei nostri peccati ed io, come tutte le altre volte, ho chiesto perdono per quello che sono e per quello che sento, perché per me spesso è una colpa, è qualcosa che forse mi allontana da Dio.
Poi la messa continua ed io continuo ad osservare quel crocifisso davanti a me, chiedendogli un consiglio, un segno, qualcosa che mi faccia capire se sono nel giusto o nel torto.
Arriva infine il momento della comunione e la gente in fila accanto a me, si dirige lentamente verso l’altare. L’occhio cade su vestiti e scarpe, lo stomaco si chiude e qualche lacrima mi riempie gli occhi. Riguardo quel crocifisso, ma questa volta implorando pietà. La mano si alza veloce per asciugare gli occhi ed accanto a me, mia moglie mi osserva, senza però rendersi conto di quello che sto passando.


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martedì, 29 gennaio 2008, 07:38
Domenica mattina, uscita dalla messa.
Nella piazza c'è molta gente. Chi va verso casa, chi rimane per fare due chiacchere, chi invece aspetta di entrare alla messa successiva.
Io non sono una praticante e forse nemmeno troppo credente. Ho le mie idee strampalate (come tutte le altre) su Dio e sulla chiesa.Vengo da una famiglia di sinistra, anche se in Toscana tanti "comunisti" vanno in chiesa, e quindi non ho avuto certo una educazione indirizzata verso la chiesa. Poi negli anni '80 sono entrata in un gruppo, diciamo "parrocchiale", e praticamente non ne sono più uscita. In questo gruppo ho trovato l'amore e le amicizie più vere, ma ho visto anche tanta falsità. 
Frequentando questo ambiente, avevo cominciato ad andare a messa. Certo non era cosa di tutte le domeniche, magari una volta al mese, però ci andavo volentieri.
Poi ho cominciato la preparazione al matrimonio, addirittura volevo fare la cresima, ma il sacerdote aveva un carattere un po' particolare e questo mi ha fatto allontanare.
Ma ritorniamo alla piazza. C'è un uomo anziano che legge il giornale. Lo conosco. E' il padre di amici, sono stata decine di volte a casa sua, quando ero "giovane". Gente di chiesa, tutte le Domeniche alla messa, intensa vita parrocchiale anche durante la settimana con incontri, catechismo, attività varie.

Arriva altra gente e lui comincia a parlare di un articolo. Permetto che non ho visto che giornale era, e che non ho nemmeno capito bene di cosa parlasse l'articolo principale. So solo che l'argomento erano i Trans e che per lui doveva essere come leggere dei versetti satanici.  Vo
ce alterata, battute e gesti effemminati. Poi legge a voce alta il titolo di un trafiletto: "Mia moglie è una Trans". "E lo scrivano anche!!", come se ci fosse qualcosa di cui vergognarsi.
Se la memoria non  mi inganna, mi sembra di avere sentito dire più volte che siamo tutte "creature di Dio", che siamo tutti uguali di fronte a lui.

Ma allora .....non siamo tutti uguali.

Eh no!. Grazie a Dio no.


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