Questo sarà un lagna post quindi siete avvertiti. Qui lagnerò come e quante volte vorrò e se non avete voglia di leggermi, potete andare immediatamente al blog successivo senza nemmeno passare dal via, come nel Monopoli.
Bene!!! Ora posso cominciare.
Molti di voi mi chiedono come va ed io rispondo che...non va.
Sto passando un momento di transizione nel quale sinceramente ho le idee molto ma moooolto confuse.
All'inizio di settembre ho deciso di sopprimere Martina, non perché sia convinto che lei sia una cosa cattiva o sbagliata. E' solo che, per vedere di risolvere alcuni problemi che abbiamo in famiglia, voglio dare a mia moglie una tangibile prova di cambiamento e mi aspetterei lo stesso da parte sua.
Ed un altro segno importante l'ho voluto dare mettendo la mia roba in posti non accessibili.
Questa prefazione è per far capire a chi nel post “Cambio di armadio” aveva creduto che io volessi cancellare Martina solo perché mi facesse stare meglio. Non mi fa stare meglio, proprio per niente, anche se nonostante tutto ci sono dei lati positivi in tutto questo. Non devo nascondere niente a mia moglie, sia dove sono andata sia cosa ho comperato, non mi devo preoccupare ogni volta che mi chiama con la paura di aver lasciato qualcosa in giro o fuori posto. Voglio avere la coscienza pulita ogni volta che le rivolgo al parola. La pace in famiglia è sicuramente la ragione principale di questo mio sacrificio, ma ultimamente ho un'altra forte convinzione che viene dal profondo di me stessa.
Se mai Martina dovesse risorgere dalle sue ceneri, non si accontenterà più di starsene chiusa in casa a guardarsi ad un specchio come una bambina che gioca a fare la signora.
Martina ora vuole di più, molto di più. Vuole respirare l'aria fresca del mondo esterno, vuole conoscere ed uscire con le sue nuove (e spero vere) amiche, girare per i negozi e ....insomma fare quello che fa una donna “genetica”, come si dice nel gergo T*. Ed ora questo sogno irrealizzabile un tempo è li ad un passo da me, basta solo allungare la mano per oltrepassare la sfera di cristallo che separa il mondo virtuale nel quale Martina vive e quello reale.
Allo stesso tempo però, aumenta la consapevolezza di non poter mai essere credibile come donna, con la sicurezza di essere derisa e schernita in caso di uscita all'aperto. Le foto che ho postato infatti, sono solo dei miracoli della macchina fotografica, valorizzando al massimo un volto che di femminile ha ben poco. Per ogni foto in cui si vede una brutta donna dall'aspetto maschile, ce ne sono decine e decine in cui si vede ancor un più brutto uomo truccato da donna e credetemi non è per niente un bello spettacolo.
Non posso dire se la strada che ho deciso di seguire sia giusta o meno. Da un lato tutta la serie di motivazioni che vi ho dato finora, dall'altra un patimento continuo.
Voglio farvi un esempio per farvi capire cosa sto passando in questo periodo. Tempo fa mia moglie mi ha chiesto di portarla in un grande magazzino fuori città. Non volevo andarci perchè sapevo che sarei stata male, ma l'ho voluta accontentare senza nemmeno accennare cosa avrei passato.
Appena siamo entrate, il mio sguardo ha cominciato ad osservare luci, manifesti, pavimenti e soffitti. Tutto quello che non era interessante insomma. E l'occhio comunque scivolava ogni tanto su quegli scaffali pieni di ogni ben di Dio. Ma comunque, per quanto mi sforzassi a distogliere lo sguardo da ciò che bramavo, alla fine sono dovuta capitolare quando mi sono trovata davanti una bella signora tutta tirata ed improfumata che mi passava davanti sui suoi bei tacchi 10. In quel momento lo stomaco si è contorto su se stesso. Questo per spiegarvi che, sebbene ci metta tutto l'impegno possibile per allontanare i “cattivi” pensieri dalle mie mente, questi mi ritornano sempre dalla porta di servizio. Purtroppo so bene che non potrò mai reprimere Martina e che le mi ritornerà per sempre a gola come la peperonata. Lei è viva, più viva che mai. La sento scalciare dall'interno ed ogni tanto prende il controllo del mio corpo e della mia mente. Ed ogni volta devo costringerla a rientrare nella tomba, con lo stomaco che mi si attorciglia ancora e mi fa molto male. Più di una volta vorrei mettermi a piangere, ma non posso. Stringo i denti e continuo sulla mia strada, sapendo purtroppo che il mio sacrificio è stato finora inutile dal momento che lei non ha la minima idea di quello che affronto quotidianamente.