
C'era una volta, tanto tanto tempo fa, una bambina che viveva in un castello. Il castello era molto grande ed aveva tantissime torri, tutte dorate e luccicanti, ognuna delle quali rappresentava un desiderio irrealizzabile. Tanto più irrealizzabile era il sogno, tanto più alta era la torre.
La più alta di tutte era la torre del “diventare una donna”, dato che a quei tempi la poca informazione sull’argomento lo faceva essere l’unico destino possibile. Poi c’era la torre dell’“apparenza”, basata sul desiderio di avere un armadio tutto per lei, pieno di gonne, camicette, scarpe. Ce ne erano tante altre di torri, la cui consistenza era legata ai desideri di una bambina di 10 anni. Un incantesimo però aveva creato attorno al castello una enorme palla di vetro. La magia faceva si che la bambina potesse girare liberamente nel suo castello, indossando vestiti e truccandosi come e quando voleva, ma che appena varcata la porta di uscita dalla palla di vetro, il suo corpo ed il suo viso si trasformassero in quelli di un bambino, nemmeno troppo carino.
Con gli anni diverse torri sono cadute per essere rimpiazzate da altre. Solo con l'età adulta, la più alta è caduta definitivamente, perché ormai aveva capito che non era più ciò che desiderava. E' arrivata poi la famiglia, un figlio e quel castello era sempre più abbandonato. Ma ogni tanto, l'ormai uomo passava attraverso quella porta di accesso all'interno della sfera per rivedersi donna e sognare all'ombra delle sue torri.
Un giorno la donna senza nome, all'interno del suo confino scoprì la possibilità di poter essere se stessa senza dover necessariamente varcare la soglia della trasformazione. Questa possibilità era possibile grazie a due piccoli filetti elettrici che mettevano in comunicazione il mondo dei sogni con quello reale.
Il mondo reale le dette la possibilità di assegnarsi un nome: Martina. Dallo stesso mondo apparvero delle persone che le dettero un forte sostegno morale quando il castello sembrava crollarle addosso. Ma poi alla fine quasi tutte le torri sono ugualmente crollate, ma solo perché Martina lo aveva voluto. Non c'era più bisogno di sognare perché quella donna era riuscita in qualche maniera ad eludere l'incantesimo ed a sentirsi tale anche fuori dalla sfera. Martina ora è viva, indipendentemente da come appare all'esterno, da come è vestita o se è truccata oppure no. Certo qualche torre rimane in piedi, ma non sono poi così alte come quelle di tanti anni fa, perché quei sogni sono li a portata di mano. Però queste torri sono tutte attaccate alla torre centrale, quella che non è dorata perché è il desiderio reale, quella del desiderio di una vita felice. E se mai qualcuna delle torri laterali dovesse crollare perché il desiderio si è realizzato, la torre centrale ne subirebbe dei danni, forse irreparabili.