Ti avvicini allo specchio
sfili via la gonna
mica male le gambe
sembri già una donna
un bottone e poi un altro
e la camicia... e voilà
vola sopra il comò...
E le scarpe piu o meno
la stessa fine
quelle calze pian piano
come hai visto al cine
poi ti alzi in piedi
e quel che avevi non l'hai più...
Guardi in giu
se il tuo seno è un po' di più
se è un po' cresciuto...
tiri su i tuoi capelli
fai le facce strane
come in un film muto
sarà peccato... giuro
non lo faccio più...
caro Gesu Giuseppe e Maria
siate la salvezza dell'anima mia...
E' curioso come a volte si cambi completamente idea o opinione su un modo di fare che prima consideravamo stupido.
In questi pochi mesi di vita virtuale su Splinder, moltissime volte mi sono imbattuta in post che riportavano il testo di una canzone o addirittura il video della canzone stessa ed io dicevo tra me e me: "Ma guarda questi lavativi!! Pur di riempire un post ci incollano il testo della canzone. Bella soddisfazione. Usare un testo altrui per non sforzarsi a creare qualcosa di nuovo".
Ed ora invece eccomi qui a presentarvi una parte del testo di una canzone vecchiotta di Claudio Baglioni, ma che ogni volta mi suscita delle emozioni, specialmente per quanto riguarda questa prima parte del testo. Emozioni strane e difficili da spiegarvi, perchè sono mie, private e prive di un esempio a cui far riferimento. L'emozioni di una bambina che comincia vedersi donna, che si muove da donna benchè ancora non lo sia e che vede se stessa cambiare. L'emozioni di una bambina che...non è mai nata.