Manca ancora un’ora all’inizio dell’orario di lavoro. Eppure io sono già qui, davanti a questo cazzo di computer che mi sta distruggendo occhi, mani e piedi.
Mi sono svegliata molto presto stamani e non mi sono più riaddormentata, un po’ per il caldo che comincia a farsi sentire, un po’ perché mi faceva male starti accanto.
Ti guardavo mentre dormivi. Avrei voluto accarezzarti il viso ed i capelli, anche se a te non piace. Avrei voluto baciarti la schiena e poi scendere giù, piano piano, togliendoti i vestiti. Avrei voluto fare l’amore con te e sentirti strinta strinta in modo da percepire ogni tua contrazione o ogni più fievole gemito. Ma non l’ho fatto, perché ogni volta che il cervello mi dava l’impulso ad allungare la mano, lo stomaco si contorceva. C’è troppa rabbia, troppo dolore, troppa consapevolezza che non potrà mai esserci felicità fra di noi.
Benchè io provi tutti i giorni a fartelo capire, tu pensi solo che tutto sia dovuto a Martina, che “questa volta ti è presa male”, che il problema sia solo mio. Ma non è Martina l’unico problema fra di noi e secondo me non è nemmeno il più difficile da risolvere. Ma tu continui a non sentirci da quell’orecchio. Così come non senti tutte quelle parole che escono dai miei occhi mentre ti guardo, ne senti i miei pianti silenziosi quando non mi vedi…e nemmeno leggerai mai queste mie parole.
Errata corrige:
La direzione si scusa ufficialmente con tutti voi ma mi sono accorta dai vostri discorsi che non avevate capito bene il post.
Tutto questo perchè mi ero scordata un "non" che cambiava notevolmente il senso del discorso e che fa capire meglio cosa volevo veramente dire. Corretto ed evidenziato il problema.
Mi impegno a rendervi un commento fuori tema. ;-))





























