Era tanto tempo che volevo parlarvi del rapporto che c’è tra me e mio figlio e visto che molti di voi hanno commentato il mio ultimo post elogiandomi di essere un bravo genitore, allora ve lo dico io che padre è la zia.
Come premessa dico subito che non sono il genitore che avrei voluto essere. Mi sono sempre immaginata che avrei fatto in maniera di essere un genitore modello, quello per cui il figlio straveda e che sa sempre quale è la decisione migliore per lui. D’altro canto, mi aspettavo un figlio che pendesse dalle mie labbra e che ascoltasse tutto quello che gli avrei detto. Mi immaginavo insomma, un periodo felice in compagnia del nuovo venuto.
Ma non è andata proprio così. Siamo riusciti a dormire decentemente (almeno 5-6 ore a notte, anche se non continuate) quando il signorino ha compiuto l’età di 3 anni e mezzo.
Questo periodo stressante ha notevolmente inciso tra i rapporti familiari tra me e mia moglie e quindi alla fine si è ritorto contro di lui. Non ho mai avuto la pazienza e la capacità di spiegare le cose (preso da mio padre) e quelle poche volte che ci ho provato mi sono sentito rispondere in una maniera che indicava uno scarso interesse in quello che gli stavo dicendo (e qui partiva l’urlo). La scarsa pazienza ed il nervosismo di casa hanno fatto si che troppo spesso sia partito qualche scapaccione di troppo, per non dire che a volte ho proprio perso le staffe totalmente. Potrei dirvi che mi dispiace di questo, che ci ho pianto tanto, che mi vergogno, che mi faccio schifo, ma sarebbero solo lacrime di coccodrillo,perchè tanto so che prima o poi lo rifarò.
D’altro canto però, c’è anche un padre affettuoso e coccolone, che tutte le sere porta suo figlio dal divano, dove si addormenta guardando la televisione, fino al suo letto, rimanendo accanto a lui un paio di minuti ad accarezzarlo, per poi lasciarlo con il solito bacino sulla testa dicendoli “’notte pulce”.
In questi 10 anni mi sono spesso confrontata con tanti altri genitori, spesso rimanendo allibita dai loro comportamenti. Madri e padri completamente assenti, genitori che pongono i propri interessi davanti a quelli dei figli, figli che non riconoscono nel proprio genitore una persona amica. Da altri bambini mi sono sentita chiamare “babbo”, mi sono sentita dire che avrebbero voluto avere un genitore come me. Le figlie dei miei amici stravedono per me, perché sono una loro compagna di giochi e perché le coccolo sempre.
Con mi amoglie, abbiamo deciso che nostro figlio viene prima di tutto e non ci pesa più di tanto portarlo dove sappiamo che lui si possa divertire, rinunciando ad andare dove piace a noi. Magari si rendesse conto di quello che noi facciamo per lui. Comunque sia, come recita la famosa pubblicità, vedere i suoi occhi brillare di felicità…non ha prezzo.