7 e 20 sono due numeri che si sono ripetuti spesso nei primi quattro giorni di questa settimana.
Lunedì mattina ore 7 e 20. Parto da casa, destinazione lavoro convinta che questa settimana sarà molto tranquilla e soprattutto corta perché ho già segnato Venerdì di ferie. Niente lavori grossi in vista, ma solo documentazione e preparare una presentazione.
Appena arrivata al lavoro però iniziano le sorprese. Un messaggio alle ore 8 mi segnala un problema su di una macchina in Francia. Il problema sembra di facile risoluzione, in quanto già accaduto e senza particolari difficoltà. Già!!! Sembra facile, ma qualcuno vede bene di fare una operazione non richiesta e tutto si complica. Alle ore 16:30, in piena zona Cesarini, il problema sembra risolto grazie all’intervento di un semplice dito Francese che esegue il reboot di una apparecchiatura.
Martedì mattina ore 7 e 20. Parto ancora da casa, destinazione lavoro ancora convinta che gli altri tre giorni non mi avrebbero rovinato il fine settimana, per il quale è programmato un torneo al quale parteciperà anche la squadra di mio figlio. Stesso messaggio delle ore 8, stesso posto, problema diverso ma derivato da quello del giorno prima. Quel dito aveva risolto momentaneamente il problema scatenandone un altro, dovuto soprattutto a delle dimenticanze di altri.
7 e 20 sono all’incirca i minuti e secondi con i quali ho mangiato a mensa.
E 7 e 20 della sera è l’ora in cui sono uscita dal lavoro, senza aver risolto il problema.
Mercoledì sono entrata al lavoro alle 7 e 20 , mangiando in circa 7 minuti e per arrivare a casa alle 7 e 20, avendo trovato uno workaround (come si dice in gergo tecnico) per aggirare un problema ancora sconosciuto.
Giovedì infine sono entrata al lavoro alle 7 e 20 per poi arrivare a casa alle 7 e 20, avendo finalmente risolto il problema, anche se ancora ci sono ancora diversi dubbi che nemmeno il centro assistenza in Germania mi ha saputo sciogliere.
Durante queste allegre giornate, insieme a qualche decina di messaggi (rigorosamente in inglese) ci sono scappate anche 3 telefonate (1 con un Francese che non sa l’inglese e due con un tedesco) in cui ho sfoggiato un inglese quasi fluente (molto quasi), di cui la mia insegnante sarebbe fiera.
Penso che sia abbastanza chiaro lo stato comatoso con cui arrivavo la sera a casa, per cui accendere il computer era l’ultimo dei miei desideri.
Comunque risono qua, pronta a ricevervi, con un blog tutto lindo e pulito.
La famosa puliZIA di Pasqua.