Lunedì 24 Dicembre Ore 20,10 Circa
Una mano nervosa mi tira il braccio fino dentro l'auto. Appena dentro mi passa uno scatolotto di plastica, ma al buio non capisco cosa sia. “Mettile” mi dice quasi ordinandomelo.
Accendo la luce di cortesia e un'altra emozione mi si presenta. Erano delle unghie finte, con su scritto French Nail. Sono quelle non colorate, con il bordo esterno chiaro che simula la parte di unghia che esce dal dito (alla francese). Sinceramente preferisco più quelle colorate perché valorizzano di più le mani, però penso proprio che mi possa accontentare. Chissà dove cavolo le ha trovate.
Con la colla e una pazienza incredibile riesco a metterle, ma sono tutta sudata. Oltretutto Stefania sta guidando come una pazza ed a tutte le curve mi sbatacchia a destra e sinistra. Meno male che oggi ho praticamente digiunato, altrimenti....burp.
Nel frattempo chiama mia moglie incazzata nera perchè non riusciva a trovarmi. Il telefono era rimasto spento da stamani. Loro stanno bene, c'è tanta neve ed hanno fatto a pallate tutto il pomeriggio. Domani andranno sulle piste con le altre due. Velocemente mi fa un saluto anche mio figlio, poi la linea cade.
Arriviamo al ristorante con più di venti minuti di ritardo. Le sue colleghe sono tutte fuori che ci stanno indicando. Non oso immaginare cosa stanno inveendo contro di lei e soprattutto cosa stanno pensando di me.
Usciamo dall'auto e di passo svelto entriamo nel ristorante. Breve giro di presentazioni (con annessi sorrisini), attacco la pelliccia a portata d'occhio e mi siedo al tavolo, passando sopra la sedia la catenella della borsetta.
L'infame mi ha lasciato dall'altra parte del tavolo, della serie "Ora sono cazzi tua". Vuole che me la cavi da sola. Effettivamente con lei accanto potrei essere tagliata fuori dai discorsi ed chiudermi in un semi silenzio. “Cara Martina, stasera devi volare con le tua di ali” mi sono detta sospirando. Avete mai provato a far volare un ippopotamo con le ali di un passerotto?
Le mie vicine di sedia si chiamano Chiara e Silvia. Come al solito c'è un primo momento di imbarazzo, ma l'antipasto ed un paio di battute ben piazzate, sbloccano la situazione. Rivai con le spiegazioni di chi, come, quando e perchè. Voglio comperarmi un lettore MP3 stile museo, di quelli che ripete all'infinito la stessa solfa.
Prendo confidenza e comincio io a fare domande. Chiara è separata da poco mentre Silvia è una scapolona convinta. Chiedo a loro come è Stefania sul lavoro. "E' una pazza scatenata, una furia della natura" mi dicono in coro. Niente di nuovo per me. In lei ho trovato la sorella che non ho, ma che avrei voluto avere. La sorella maggiore che, quando i genitori uscivano la sera, mi vestiva e truccava per poi giocare alle signore. Soprattutto è l'unica persona che mi tratta da donna, anche quando sono "In borghese". Non ho mai pensato di fare sesso con lei. Siamo due anime in un nocciolo, ci confidiamo tutto e soprattutto ci vogliamo un bene incredibile.
Dopo la prima portata del trittico di pasta, un certo stimolo mi ricorda che è da stamani che non vado in bagno. Sono troppo distante dal mio gancio, né posso alzarmi ed andare a bisbigliarli qualcosa nell'orecchio. Sarebbe troppo da "bambina viziata". Mi faccio coraggio e chiedo alle mie compagne… di merenda di accompagnarmi.
Chiara accetta subito, mentre Silvia tentenna un po' ma poi decide di darsi una ritoccata al trucco. E' la mia prima volta nel bagno delle donne e come ogni prima volta fa un certo effetto. Per noi poveriuominichevestonodadonna quella stanza è come l’albero della cuccagna. Arrivarci è una vincita. Cosa ci sarà mai di tanto emozionante e diverso nel bagno delle donne? La carta igienica con filigrana in oro? Una tazza in platino? Niente di diverso da quello che puoi trovare nel bagno degli uomini…..puzzo compreso. Ci attira semplicemente per il fatto che è riservato alle sole donne. In effetti una cosa diversa tra il bagno degli uomini e quello delle donne c’è. E’ una cosa abbastanza lunga e fastidiosa che in gergo tecnico si chiama….. fila.
Ci disponiamo in ordine di urgenza: Io, Chiara e per ultima Silvia che ci fa compagnia. Ho portato anche io la borsetta, come hanno fatto le altre, ma a me non serve (tutto fa). Non mi devo asciugare sotto, io.
Davanti a me c'è una signora sui settanta che mi sta osservando da quando siamo entrate nel ristorante. Mi si avvicina come se volesse dirmi qualcosa all'orecchio:"L’ho riconosciuta sa?".
Bella questa. Sono venuta a centinaia di chilometri di distanza da casa mia per essere sputtanata da una (simpatica) vecchietta. Cerco di capire chi sia, me la mia mente non trova una soluzione.
Si avvicina ancora e mi fa:"Lei è Platinette vero? La vedo sempre in TV. Dal vivo però è meglio. Lo dicono spesso che
Annuisco e tiro un sospiro di sollievo, anche perchè si liberano due bagni contemporaneamente ed io scappo dentro scavalcando la donnina. Avete idea di cosa significa per me fare la pipì quando sono vestita? Forse Sir Lancillotto faceva prima a togliersi l'armatura.
Tiro su la gonna, abbasso le calze, slaccio il body, allargo l'imbottitura ai fianchi, spingo verso il basso gli slip. Mi metto di fronte al vasone e.....cavolo!!! Non avevo fatto caso che la porta ha una ampia fessura in basso e quindi si vedono i piedi da fuori. Bella figura avrei fatto. Metto allora della carta intorno al sedile, mi giro e mi siedo ginocchi uniti (vedo sempre mia moglie così).
Finalmente....stavo scoppiando. Altri minuti passati per ricomporsi ed apro la porta. La fila è raddoppiata e tutte mi stanno lanciando delle occhiate di odio. Passando lungo muro biascico sottovoce un "Scusate". Chiara e Silvia non ci sono più. Le portate sono proseguite e forse io me ne sono persa una.
Stefania mi segue con gli occhi mentre mi rimetto seduta ed anch'io le do uno sguardo stile "Stronza". Era troppo impegnata a ridere con
Arriva all'improvviso il cameriere che mi toglie il piatto da sotto il naso. I miei occhi seguono l'ultimo tortello che se ne và. Non posso permettermi un "Ehi, che cavolo fai", quindi faccio ciao ciao con la manina. Chiara si mette a ridere ed io con lei.
Vedo Stefy che si alza e viene verso di noi. Infila la testa fra me e Chiara e ci sussurra: "Sigarettina!!!". E me lo chiedi. Siiiiiiiiiii. Ovviamente sono solo urli interni. Scuoto la testa e mi alzo.
Sapevo che me lo avresti chiesto. L’altra volta ti ho vista divertita dal fatto che te ne avevo chiesta una. Mi appoggio la pelliccia sulle spalle, sia perchè fa più signora, sia perchè ho paura di sbruciacchiarla. Non me lo potrei mai perdonare.
Anche Chiara è fuori con noi ed è lei che mi offre per prima una sigaretta. Per la serie "Oggi è la mia giornata fortunata" Chiara fuma le Multifilter, quelle che fumavo io. Provo a spiegarle che ai tempi in cui ho iniziato a fumare, quella marca era in voga tra le donne adulte, mentre la ragazze più giovani preferivano
Chiara conferma al mia ipotesi ammettendo che anche lei fuma quelle perchè le fumava sua zia che era per lei un punto di arrivo (mi sento meno idiota ora).
Sembra stupido, ma anche il tipo di sigaretta fa moda. Qualche anno fa, avevano preso piede le Diana e le Winston, mentre ora spopolano le Camel Light. Io ho smesso di fumare quasi venti anni or sono, ma il desiderio di farlo "da donna" è sempre vivo. Specialmente se mi metto a fare tutte quelle mosse strane che vedo fare, come ad esempio incrociare le gambe e dondolarsi sulle punte.
Finita la cicca rientriamo infreddolite all'interno del ristorante. Ci aspetta un'altra dose di secondi
Siamo una bella tavolata di venti donne (19 e mezzo per l’esattezza). Comincio a scambiare parole anche con Clara che mi sta di fronte. Mi aveva dato l'impressione che volesse fare la superiore, la signora "so tutto io", ed invece dopo qualche bicchiere di vino si è sciolta.
Ci siamo prese in una discussione su quale trucco usare per ogni forma di volto. Oltre a mia moglie, ci sono molte donne che sono convinte di sapere tutto del trucco, mentre in realtà sanno a malapena i fondamenti. Non basta sapere darsi matita e rossetto per essere una truccatrice.
Noi che invece dobbiamo lottare costantemente con un volto che deve essere trasformato completamente, ci siamo documentate, abbiamo sperimentato vari tipi di soluzione ed abbiamo trovato alla fine quella più giusta per noi.
Mentre parlo animatamente il movimento del bracciale che ho al polso destro mi fa accorgere che so gesticolando in una maniera molto femminile e soprattutto con una innata naturalezza. Quando mi capita di vestirmi in casa, non mi metto certo a parlare con i muri (o forse si???).
Certo che all'inizio è stata dura. La bella e la bestia oserei dire. Anni ed anni di osservazione attenta dell'animale donna (stile quark), hanno portato i loro frutti.
E proprio seguendo le abitudini femminili, a questo punto mi faccio accompagnare dalla scettica Clara nuovamente al bagno. Voglio darmi una passata di cipria ed una di rossetto, che ormai è per metà nel mio stomaco. La fila si è ridotta, anche perchè la gente ha gia cominciato ad uscire dal ristorante.
Mi metto davanti allo specchio, appoggio la borsetta sul lavabo e tiro fuori la cipria. Accanto a me Clara mi osserva interessata. "Mi permetti di ritoccare il tuo trucco?" le faccio sorridendo. Le mi guarda e mi fa di si con la testa.
Tiro fuori dalla borsetta anche il resto degli “attrezzi” che mi ero portata dietro. Con la matita le accentuo la parte finale degli occhi, allargandoli e dando un effetto “occhi a mandorla". Una passata di mascara XXL che aumenta a dismisura le ciglia già abbastanza folte. Sembra quasi che ora ne abbia di finte.
Poi con il fard cerco un effetto di chiaroscuri che riesce anche troppo bene. La faccio guardare allo specchio e lei si volta divertita. "Avevi ragione tu" mi fa, ed io apro al coda come un pavone (o pavona).
Torniamo al tavolo e mentre aspettiamo il caffé mi metto di sbieco sulla sedia per starmene un po' con le gambe accavallate. Sono ore che mi sto sforzando di tenere unite le ginocchia (come fa la perfetta dama), ed ora non ne posso più. Mi piace stare seduta così, anche se non mi riesce molto bene. Devo migliorare in questo (e non solo) per essere credibile.
Per quanto abbia passato una serata fantastica, ora sento il bisogno di sbracalarmi su un bel divano comodo ed anche i diti dei miei piedi strinti dalla punta degli stivali la pensano esattamente così.
Bevuto anche il caffé ci alziamo per pagare. Per me paga Stefania, poi a casa le renderò i soldi. Il mio portafoglio è rimasto a casa di Maria, infilato nei pantaloni.
Stasera voglio straviziare e da Chiara mi faccio offrire un'altra sigaretta. So che non dovrei, ma è una occasione che probabilmente non mi si ripeterà più.
Mentre la sigaretta brilla nella notte fredda, comincio a salutare le nuove amiche che se ne vanno. Con Chiara ci scambiamo i numeri di cellulare. Capita spesso dalla mie parti per lavoro, così magari ci vediamo per un caffé.
Anche Clara si avvicina, mi da un bacetto sulla guancia, mi alncia uno sguardo malizoso e sorridendo se ne va. So che oggi ha avuto più di una lezione di via.
Butto il mozzicone e mi fiondo dentro la macchina. Avanti tutta capitano, portami a casa.
Da brave sorelle ci litighiamo per chi prima andrà in bagno, come succede nelle migliori famiglie. La spunta lei, anche perchè in fondo in fondo non sono del tutto intenzionata a spogliarmi.
Ma non posso fare l'ingorda. Domani Martina avrà davanti tutta un'altra giornata.
Mi faccio una doccia calda, una passata veloce di crema e poi mi metto sul divano. Non ce la faccio a guardare
Merry Christmas ciccina mia e sogni d'oro.





























