Ciao amore,
ti scrivo questa lettera per cercare di farti capire quello che non riesco mai a dirti.
Sicuramente non la leggerai mai, ma se mai ciò dovesse accadere vorrebbe dire che volutamente hai voluto saperne di più di me.
Troppe volte hai voluto chiudere occhi ed orecchi davanti a quello che ti stavo dicendo, oppure hai voluto chiudere il discorso di prepotenza, senza mai lasciarmi finire.
Non voglio sentire ancora la frase "se lo avessi saputo...", perchè tu lo sapevi. Certo non sapevi bene cosa e quanto, ma io te lo avevo detto.
Tant'è che quella volta a carnevale, quando ti chiesi se potevo vestirmi, tu mi rispondesti "Me lo immaginavo" e poi mi aiutasti a realizzare quel piccolo sogno, anche se allora l'effetto finale era nettamente inferiore a quello di adesso.
Poi dopo il matrimonio, il vuoto. Niente discorsi sull'argomento, nemmeno accennare una parola.
Solo pochi anni fa, presi il coraggio di scriverti una lettera in cui ti spiegavo meglio che cosa avevo fatto negli anni passati e cosa mi sarebbe piaciuto fare.
La tua reazione non fu delle migliori, ma dopo un batti e ribatti, riuscii a comperare una gonna tutta mia insieme a te.
Ricordo che quella busta celeste, ben chiusa, era riposta nel mio armadio dove tu accedevi tutti i giorni per sistemare la mia roba.
Un giorno tornasti dal mercato con una gonna e mi dicesti che eri stata tentata da comperarne una anche per me, ma poi avevi cambiato idea perchè avevi paura che a me non sarebbe piaciuta. Sarebbe stato il più bel regalo che mi potevi fare.
Poi una grande litigata, io gettai via quella busta e di nuovo il buio.
Nel tempo ci sono stati momenti brutti e mediocri (belli non ricordo).
Certo la nascita di nostro figlio non ha contribuito a migliorare le cose. Notti insonni e giornate agitate non portano certo buoni consigli. Poi anche lui ha il suo bel caratterino che fa scintille con il tuo.
Solo ultimamente le cose sono migliorate, ma si parla sempre di periodi molto limitati.
Questa estate mi hai permesso più volte di rimanere in casa per potermi vestire, mi hai "coperto" con gli amici quando ti chiedevano dov'ero e hai sopportato il fatto di vedermi con gli occhi sporchi di trucco che non ero riuscita bene a togliere.
Quella volta che hai comperato il rossetto nuovo color cipolla e poi mi hai detto "Perchè non lo provi?", sapevo che era una provocazione, ma allo stesso tempo per me è stata una gioia perchè comunque ne stavamo parlando quasi come se fosse una cosa normale.
E quando passando davanti a quel negozio quando eravamo in vacanza mi dicesti "Carina quella gonna, perchè non te la compri?", anche qui mi stavi provocando, perchè entrambi sapevamo che la gonna era orripillante. Però quando ti risposi che avevo già visto un'altra gonna che mi piaceva e che avevo intenzione di comperarla, tu ti arrabbiaste perchè avevo "la battuta pronta".
Dopo qualche giorno, io tornai a casa da sola perchè tu eri rimasta con tua sorella per goderti con il bimbo qualche altro giorno di ferie.
Sappi che per me quei tre giorni sono stati i più belli della mia vita, perchè ho passato molte ore come vorrei poter fare più spesso, senza troppi problemi di orari.
Alzarmi la mattina e sovrappensiero vedermi le unghie smaltate è stata una emozione inspiegabile.
So che per te è una cosa normale, ma per chi non lo può mai fare è come vincere la lotteria.
E poi sull'attaccapanni non i miei jeans, ma i pinocchietti stile i tuoi, con una maglietta rosa larga. Tutto era disposto come se in quella casa vivesse solo una donna. Gli orecchini appoggiati sul comò, i vestiti appesi nell'armadio, la borsa in bella vista. Nello stanzino tutte le mie scarpe pronte all'uso, così come la pochette dei trucchi nel bagno accanto alla tua.
Questo è quello che vorrei farti capire.
Come posso fare per trasmetterti le emozioni che ho provato in qui momenti, la gioia che mi assaliva ogni volta che giravo gli occhi e trovavo qualcosa di mio in giro per casa. Finalmente Martina era viva e felice.
Io non voglio poterlo fare tutti i giorni. Probabilmente mi sentirei a disagio a farmi vedere da te, però al tempo stesso mi piacerebbe poterti mostrare quanto sono riuscito a fare in questi anni, i vestiti che ho comperato e che riesco a truccarmi meglio di quanto riesca a molte nostre amiche. Mi accontenterei di poterne parlare senza dovermi peritare o peggio, aver paura di te.
Vorrei poter un giorno chiederti un consiglio, un aiuto, un momento del tuo tempo da poter dedicare a Martina.
La notte, quando mi sveglio, mi immagino di poter trasferire tutti i miei pensieri solamente toccandoti con la mano. Io credo che se tu ti rendessi conto di quanto io sto male, non esiteresti un attimo a darmi il tuo aiuto. Forse non riesci a capire o forse non vuoi capire, ancora sommersa dai tabù e da gli stereotipi che ci condizionano.
Ogni tanto provo a mettermi nei tuoi panni, e cerco di capire cosa proverei io se tu un giorno mi dicessi di voler fare "l'uomo".
Certo per me non sarebbe facile, almeno all'inizio. Se però poi mi rendessi conto che tu ne avessi davvero bisogno per essere felice, sarei disposta a tutto.
Quando la notte sono vicino a te, non mi interessa se sei nuda o vestita o se stai indossando giacca e cravatta. Per me sei sempre te e io ti vorrò sempre bene, anche se tu non me ne volessi più.
Me ne andrei anche di casa se ciò potesse renderti felice. Questo è il mio amore per te.
Posso solo sperare che un giorno questa mia lettera perda senso perchè Martina avrà finalmente trovato una amica del cuore con cui parlare, fare shopping e scambiare vestiti e consigli.
Fino ad allora Martina vivrà solo in queste pagine, e raramente vagherà come una scema in una casa deserta, giocando a fare la signora come fanno le bambine piccole.
Forse quel giorno non arriverà mai, ma io lo aspetterò per sempre, come per sempre ti amerò.